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NEWS

In questa sezione potrete trovare le ultime novità riguardanti gli aspetti naturalistici del nostro territorio e le nostre ricerche



Quante volte avrete letto sulla stampa di serpenti sorpresi a girovagare per una via, un giardino o un androne e, dichiarati rei di essere una temutissima vipera, giustiziati sul posto a bastonate? Accompagnava l’articolo la foto del perfido ofide ridotto a una schiacciatella. Ma anche così ridotto, chiunque avesse pur solo un’infarinatura sulle specie della zona poteva riconoscervi o una biscia dal collare, o un biacco, o un saettone o qualche altra specie assolutamente innocua. È infatti assai infrequente trovare una vipera anche in natura, mentre molto più comune è l’incontro con questi colubridi. “Vabbè, ma nel dubbio…” penserà qualcuno convinto che madre natura abbia creato la vipera per mordere gli umani polpacci e non i piccoli roditori di cui si nutre.

Sentite allora questa storia fatta di buoni comportamenti e a lieto fine, avvenuta venerdì scorso a Tivoli, nella casa di due coniugi in Via Rosario Romeo. Quella mattina, mentre dava l’acqua alle piante sul balcone, la coppia si è accorta di un serpente abbarbicato a una di queste. L’abitazione è in una di quelle zone di Tivoli a stretto contatto con ambienti naturali, e certo quello non era il primo incontro ravvicinato con gli abitanti della macchia attigua. Ma non sapendo di rettili, hanno avuto il timore che potesse essere una vipera. Invece di adottare la strategia del “vabbè, nel dubbio…”, bastonando il visitatore, hanno deciso di chiamare la Polizia Locale perché inviassero qualcuno a determinare la specie e a riportarla nel suo ambiente. In questo modo è stata così contattata l’ANVA, Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene, per la determinazione della specie e per restituire il girovago al prato da cui certo veniva, grazie al contributo dei Carabinieri Forestali di Guidonia Montecelio che hanno inviato i contatti dell’associazione alla Polizia Locale. Maneggiare rettili e anfibi è una faccenda delicata perché si rischia di procurare danni all’animale in una miriade di modi, oltre il fatto che è necessario possedere un’autorizzazione ministeriale trattandosi di specie protette. Alcuni membri dell’ANVA possiedono questo permesso: fra questi, Francesco Cervoni, che dopo aver visionato le immagini inviate e compreso, insieme agli altri specialisti, che si trattava di un biacco (Hierophis viridiflavus) subadulto, si è recato sul posto con Alessandro De Falco e Carmela Zaccariello. Questa serpe giovincella misurava circa 90 cm e in pochi minuti è stata trasferita nel prato a fianco, sul Colle Ripoli. “Come sarebbe nel prato a fianco?!?” esclamerà più di qualcuno, magari nella convinzione che vipere e altre creature striscianti vengano lanciate dagli ambientalisti in elicottero (fake news che circola da decenni). Certo non è stato liberato a lato del muretto di casa, ma proprio in quel prato che era il suo habitat. Lunghe movimentazioni e traslocazioni potrebbero causare più problemi di quanti possiamo immaginarcene, e, in questa situazione, il (fortunato) serpente ha trovato qualcuno capace di capire questo e di lasciarlo nel posto da dove più che verosimilmente proveniva. I coniugi di Via Romeo, che hanno avvisato le autorità rispettando la legge e, al tempo stesso, i naturali vicini di casa, han trovato la cosa più che normale.



Che succo trarre da quanto raccontiamo? Che una volta tanto il buon senso dei cittadini, la sollecitudine dell’autorità e la collaborazione di cittadini impegnati nello studio e nella difesa della natura hanno permesso un bel finale a una situazione che troppo spesso finisce male, con ingiustificato panico e conseguente uccisione della povera bestia. E siamo convinti che la prossima volta quella coppia dai modi gentili avrà meno paura, e proverà a lasciare che il vicino ritrovi in tutta tranquillità la strada di casa sua, pensando in cuor loro quel che disse il capo Seattle: “... che tipo di vita ha l’uomo se non può più ascoltare le discussioni notturne delle rane al bordo dello stagno? … se non ci fossero più gli animali, l’uomo morrebbe di una grande solitudine interiore …”

 
 
 



Siamo lieti di tornare a comunicare la nostra collaborazione con il Gruppo Naturalistico della Maremma Laziale e il Centro Studi Naturalistici Arcadia per BioAcustiamo (il secondo blitz bioacustico notturno).

È un evento di educazione naturalistica e scientifica, in linea con le restrizioni al COVID-19, che permetterà a chiunque di contribuire alla conoscenza degli animali notturni per studi ecologici, etologici, di distribuzione e bioacustica.

L’iniziativa consiste nel registrare e possibilmente classificare, nelle vicinanze della propria abitazione e durante una intera settimana (dal 13 giugno al 20 giugno 2020), il maggior numero di suoni, versi, canti di animali. Le registrazioni raccolte avranno una doppia utilità: miglioreranno le conoscenze sulla diffusione delle specie meno conosciute e meno visibili, pur vivendo intorno a noi, e potranno essere utilizzate per studi etologici e di bioacustica da parte di specialisti.

Possono partecipare a questo secondo BLITZ Bioacustico “BioAcustiamo WEEK” tutti i cittadini, accompagnati virtualmente nelle loro esplorazioni dei suoni emessi dalla fauna selvatica da esperti di eco e bioacustica e di naturalisti. Per una corretta archiviazione e classificazione, i files dovranno essere inviati all’indirizzo di posta elettronica info@bioconservation.it e dovranno essere accompagnati da un testo che descriva:

  • il nominativo del partecipante al Progetto

  • data e orario della registrazione (se non compare già nel nome del file)

  • la Provincia, la Città o il Paese o la Frazione

  • l’ambiente in prossimità (urbano/cementificato senza verde, urbano con verde, giardino, prato incolto, bosco…)

  • lo strumento usato per la registrazione

Appena ricevuta la determinazione dagli esperti, gli autori dovranno caricarle sulla piattaforma iNaturalist (www.inaturalist.org) secondo le modalità descritte nella pagina dedicata al progetto.


Per ulteriori informazioni più dettagliate vi consigliamo di consultare la pagina web degli organizzatori a questo link: http://bioconservation.it/2020/04/19/primo-blitz-bioacustico-notturno/

 
 
 

In foto Giuliano Montelucci nel suo studio nella prima metà degli anni '60 (Archivio Gianfranco Montelucci).


Ricordiamo oggi un illustre personaggio guidoniano, che ha lasciato il segno in campo scientifico e conservazionistico. Ricordiamolo per il suo impegno nell’educazione ambientale, per il suo valore come naturalista locale. Ricordiamo Giuliano Montelucci, oggi, centoventunesimo anniversario dalla sua nascita.

Giuliano Montelucci nacque a Reggello (FI) il 22 maggio 1899.

Come ragazzo del ’99 partecipò alla I Guerra Mondiale nel Genio Pontieri, sul Piave. Si laureò in Chimica pura all’Università di Pisa nel 1922 e nel 1924 entrò come chimico nell’allora Regia Aeronautica Italiana. Lavorò prima a Roma, poi all’Aeroporto di Guidonia, città nella quale vivrà per tutto il resto della sua vita. Qui diede un grande contributo allo sviluppo dell’aeronautica italiana, che ottenne in quegli anni risultati eccezionali, svolgendo la propria attività presso la Direzione Superiore Studi ed Esperienze (DSSE). Fu il Capo della Divisione Chimica-Tecnologica e, per le sue particolari competenze, fu chiamato ad insegnare nella Scuola di Guerra aerea di Firenze e all’Accademia Aeronautica di Nisida e Pozzuoli. Raggiunse a fine carriera il grado di generale.

Malgrado i suoi impegni professionali il prof. Montelucci riuscì sempre a coltivare la sua più grande passione: gli studi botanici. Egli divenne in breve tempo uno dei migliori conoscitori della flora e della vegetazione del Lazio e dell’Italia centrale, e uno dei più noti e apprezzati botanici italiani. Insieme ad altri botanici laziali, tra cui il prof. Bruno Anzalone, istituì nel 1950 la Sezione Laziale della Società Botanica Italiana (SBI), della quale fu presidente per 32 anni e che oggi è a lui intitolata. Nel 1956 divenne libero docente in Geobotanica all’Università di Firenze.

Egli fu membro di diverse altre società scientifiche e diverse associazioni ambientaliste e culturali. Ad esempio fu vicepresidente nazionale della Società Botanica Italiana, vicepresidente della Commissione consultiva del Parco Nazionale del Circeo e, negli anni 1980-81, presidente del Rotary Club di Guidonia.

Egli era inoltre molto attivo in campo didattico e protezionistico ed era ben conosciuto localmente per il suo impegno in favore della conservazione dei boschi e della natura in generale, per le sue lotte contro l’inquinamento dell’aria a Guidonia, per la sua attività educativa condotta sia nelle scuole che fuori dalle istituzioni (stiamo parlando di anni in cui non vi era una vera e propria “coscienza ambientale”). Intratteneva pertanto cordiali rapporti con le personalità di cultura locali di maggior rilievo: tra queste spicca la figura del parroco di Montecelio Don Celestino Piccolini (1874-1959), storico, scrittore e poeta.

Giuliano Montelucci fu amato e stimato da tutti per le sue doti umane e per la sua preparazione culturale. Dice di lui il prof. Anzalone: “La sua gentilezza d’animo, correttezza estrema, unite a riservatezza e modestia non comuni, erano pari alla profondità e vastità della sua cultura. Sempre apertissimo e ben lieto di comunicare agli altri la sua cultura, chiunque fossero questi altri, dai consoci della Società Botanica Italiana, agli studenti universitari, ai ragazzi delle scuole elementari. Volentieri parlava a lungo di problemi protezionistici a vasto raggio, seriamente preoccupato per il futuro dell’umanità data la continua ed assurda distruzione di beni primari come la preziosa coltre vegetale del Globo”.

Sono note più di cento pubblicazioni a suo nome, in massima parte di carattere botanico. Il suo erbario, conservato ora al Museo Erbario dell’Università di Roma “La Sapienza”, è costituito da 12000 campioni. Il prof. Montelucci contribuì alla stesura dell’elenco delle piante da proteggere della L.R. n. 61/74, tuttora in vigore, redatto per conto della Regione Lazio.

Negli ultimi venti anni della sua vita fu molto attivo nei campi della conservazione della natura e dell’educazione ambientale. Nel 1964 partecipò attivamente al censimento dei biotopi di particolare interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia, avviato dal Gruppo di Lavoro per la Conservazione della Natura della SBI. A lui si deve la segnalazione di oltre la metà dei biotopi laziali.

Oltretutto, l’impegno del prof. Montelucci non fu soltanto di carattere accademico e scientifico: egli svolgeva un’intensa attività di tipo molto più pratico, a livello locale, lavorando con associazioni culturali e ambientaliste, mantenendo contatti con amministratori locali, combattendo battaglie in prima persona nel tentativo di scongiurare la distruzione di aree di elevato interesse naturalistico.

Soprattutto negli anni ’70 si dedicò molto all’educazione ambientale e si recava spesso nelle scuole di Guidonia per parlare di ambiente e di natura, accompagnando non di rado gli studenti in escursione nei siti di più elevato valore naturalistico locale. Numerosissimi sono anche i discorsi, i seminari e le conferenze sui temi dell’ecologia e della conservazione ambientale tenuti nelle sedi più disparate. Rientrano in questo ambito anche le trasmissioni radiofoniche che furono mandate in onda da Radio Aniene nel 1978.

A Montelucci erano particolarmente care alcune aree di grande pregio naturalistico poste nelle vicinanze di casa sua, di cui studiò a fondo gli aspetti botanici e di cui si prodigò per la loro protezione. La conservazione di queste aree, di grande interesse naturalistico, sarebbe dunque il modo migliore per onorare la memoria di questo insigne botanico guidoniano, cui furono tanto care. Oggi quasi tutte queste zone sono divenute, fortunatamente, aree protette (v. Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, ZSC Macchia di Sant’Angelo Romano, ZSC Travertini Acque Albule, ecc.), ma nonostante ciò corrono rischi che non sono molto diversi da quelli dei tempi in cui Montelucci si batteva per la loro tutela.

Montelucci morì a Guidonia il 1 maggio 1983. A lui, nel 2013, è stato intitolato un istituto scolastico con sedi a Colle Fiorito e Albuccione.


Fonti bibliografiche:

  • Giardini M., 2008. Giuliano Montelucci. Un illustre botanico guidoniano. Comune di Guidonia Montecelio – Assessorato Pubblica Istruzione, Educazione ambientale, Politiche energetiche; Associazione Culturale Archeologica Ambientalista Onlus “Amici dell’Inviolata”, con il patrocinio della Sezione Laziale “Giuliano Montelucci” della Società Botanica Italiana. Grafica Ripoli editrice snc, Tivoli, 12 pp.

  • Giardini M., 2008. Le “Conversazioni di Ecologia” di Giuliano Montelucci. Comune di Guidonia Montecelio – Assessorato Pubblica Istruzione, Educazione ambientale, Politiche energetiche; Associazione Culturale Archeologica Ambientalista Onlus “Amici dell’Inviolata”, con il patrocinio della Sezione Laziale “Giuliano Montelucci” della Società Botanica Italiana. Grafica Ripoli editrice snc, Tivoli, 104 pp.



 
 
 

CHI SIAMO?

Siamo l'Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene (ANVA), svolgiamo ricerche sulle biocenosi di alcune aree del nord-est romano con lo scopo di favorirne la conservazione. Inoltre siamo dediti alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti della convivenza ambientale.

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